Agricoltura biodinamica: nascita, principi e metodo

L’agricoltura biodinamica nasce nel 1924 da Rudolf Steiner, con lo scopo di risolvere problemi di degenerazione delle colture legati all’utilizzo di prodotti chimici (antiparassitari, fertilizzanti, ecc.) propri dell’intensivizzazione delle attività agricole. Il nome stesso è una parola composta che ha di fatto una duplice origine: la parola “BIO” che indica il rispetto delle leggi della natura; la parola “DINAMICA” che intende la volontà di tener conto anche delle forze (principi organizzatori) che insistono nelle sostanze.

Approfondiamo i principi dell’agricoltura biodinamica

La missione del movimento biodinamico è quindi da ormai novant’anni (in Italia da quasi 80) quella del risanamento della terra, del rinnovamento dell’agricoltura, della produzione di alimenti ricchi di forze nutritive.

La diffusione della biodinamica è ormai un fatto di interesse mondiale.

In Italia il movimento biodinamico è organizzato con una sede centrale in Milano e sezioni regionali. Dal 1985, oltre all’associazione, che mantiene il ruolo di divulgazione della biodinamica attraverso iniziative culturali e formative, si è affiancata l’associazione Demeter che ha lo scopo di tutelare il marchio biodinamico attraverso il controllo e la certificazione delle aziende biodinamiche, verificando che applichino il metodo e che i loro prodotti siano conformi alle Norme Internazionali di Produzione e di Trasformazione Demeter.
Fornire salute, benessere e fertilità alla terra e a tutti gli esseri viventi che la popolano (animali e vegetali) si può dire il fine ultimo di tale metodo.

I principali strumenti usati dall’agricoltura biodinamica sono:

  • L’utilizzo di preparazioni biodinamiche
  • Il compostaggio
  • Il riferimento al calendario lunare e planetario per semina e per le altre attività sulle colture
  • Lavorazioni che non compromettono il suolo
  • La rotazione agricola
  • La fertilizzazione del suolo mediante sovesci e concimazione con compost di origine biodinamici