Vini biodinamici: i vini ottenuti da agricoltura biodinamica

Cosa sono i vini biodinamici? Con una definizione semplice potremmo dire che i vini biodinamici sono vini ottenuti da agricoltura biodinamica; tuttavia, cerchiamo di ampliare questa definizione e di approndire la conoscenza dei metodi che si nascondono dietro questo agire secondo natura. Ad esempio quali sono i principi su cui si basa la produzione di vini biodinamici? Quali sono le caratteristiche principali dei vini biodinamici? Vediamo…

Cosa sono i vini biodinamici?

I vini biodinamici sono vini ottenuti da agricoltura biodinamica. Questa pratica agricola nacque nella metà degli Anni Venti del secolo scorso per la fattiva iniziativa di alcuni agricoltori che iniziavano a vedere nell’impiego di prodotti chimici una minaccia alla qualità e alla salubrità dei prodotti coltivati.

Negli anni a seguire, vari incontri, congressi e conferenze delinearono i principi dell’agricoltura biodinamica che comunque, ancora oggi, tendono leggermente a differenziarsi di Paese in Paese, per differenze culturali, climatiche, burocratiche e operative.

In linea generale, comunque, l’agricoltura biodinamica pone in stretta relazione le energie della terra con quelle degli esseri viventi e con quelle del Cosmo. A conferma di quanto appena detto, il calendario lunare di Maria Thun è considerato uno strumento di riferimento per le metodologie di agricoltura biodinamica.

I principi che regolano la produzione di vini biodinamici

I principi che regolano la produzione di vini biodinamici sono i seguenti:

  • Preservare la fertilità del terreno, rilasciando in esso materie nutritive.
  • Sanificare le piante in modo che possano resistere all’attacco delle malattie e dei parassiti.
  • Determinazione di un organismo agricolo inteso quale unicum tra l’agricoltore, il terreno, l’ambiente circostante ed il clima.
  • Originare prodotti finali di alta qualità.

Certificazione biodinamica e caratteristiche dei vini biodinamici

A tutt’oggi a regolamentare l’agricoltura biodinamica vige la certificazione rilasciata dall’associazione Demeter.

Per le pratiche agricole in vigna sono ammessi questi usi e queste pratiche:

  • Concimi derivanti da aziende bio o biodinamiche dotate di certificazioni (tra questi composto organico, stallatico, residui di coltura).
  • Preparati da spruzzo quali ad il 500 (apposito preparato detto anche cornoletame) o il 501 (il cosiddetto cornosilice).
  • Mezzi meccanici e repellenti di tipo non chimico per la repulsione ed il contrasto degli insetti dannosi.
  • Lotta integrata con insetti antagonisti.
  • Chiarificazione permessa solo con uso di bianco d’uovo certificato Demeter oppure bentonite scevra di arsenico e diossine.
  • Utilizzo di anidride solforosa nella quantità massima di 70 mg/L per i vini biodinamici rossi, 90 mg/L per i vini biodinamici rosati e bianchi secchi e di 60 mg/L per i vini spumanti e frizzanti.
  • Zuccheraggio permesso solo per le tipologie di vino spumante nella presa di spuma e nel “dosage d’expedition”.
  • Lieviti selezionati, non OGM, ammessi soltanto nel processo di rifermentazione in bottiglia degli spumanti.

Le pratiche agricole vietate dal Demeter sono invece la termovinificazione, la pastorizzazione e l’aumento del grado alcolico.

Differenze tra vini biodinamici e vini biologici

Quali sono le differenze tra vini biodinamici e vini biologici?

Alla luce di quanto appena detto, possiamo concludere dicendo che i vini biodinamici sono vini ottenuti da agricoltura biodinamica, secondo il calendario lunare di Maria Thun e il protocollo disciplinare Demeter.

I vini biologici, invece, sono vini ottenuti senza l’impiego di sostanze chimiche, OGM, con forte limitazione di solfiti e con pratiche agricole di tipo naturale.